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Questa zona è stata teatro nel corso del secolo appena trascorso di tragici eventi legati alla storia; proponiamo quindi un breve itinerario per mantenere viva la memoria di questi fatti.
Il percorso prende avvio nel Comune di Pieve a Nievole, in località Panzana, dove si trova il cippo che ricorda l'aggressione subita dall'on. Giovanni Amendola il 21 luglio 1925, quando tornava da un soggiorno estivo a Montecatini. Il deputato nello schieramento antifascista fu aggredito da una squadra di fascisti, riportando molte ferite dalle quali non si riprenderà più. Trasportato a Parigi, in ospedale, muore a Cannes nell'aprile del 1926.
L'eccidio del Padule di Fucecchio
La strage in Padule del 23/8/1944 è tra gli eccidi nazifascisti in provincia di Pistoia sicuramente il più studiato, in considerazione anche dell’elevato numero di vittime, quasi duecento persone innocenti.
L’azione inizia di primo mattino ed a mezzogiorno è già conclusa. Alle 5 inizia il rastrellamento, alle 7 sono stati trovati solo donne e bambini. La compagnia sussistenza divisionale della 26a Divisione, comandata dal capitano Strauch e due tenenti, Michelsen e Dunnebier, arriva alle 6 a Stabbia con due autoblindo che aprono un fuoco indiscriminato. La gente viene uccisa nelle case o nello svolgimento dei lavori campestri quotidiani. Un altro reparto arriva alle 6 in località Tabaccaia, Comune di Ponte Buggianese, dove si trovano molti sfollati, per lo più donne e bambini. Sono fatti uscire dalla casa ed abbattuti col fuoco dei mitragliatori. Un uomo viene ucciso lì intorno mentre lavorava nei campi. Tra le vittime anche ragazzi di 9 e 13 anni. Poco più tardi vengono uccisi altri 4 uomini con colpi di rivoltella alla testa ad opera degli ufficiali comandanti la compagnia sussistenza.
Complessivamente nell’area di Ponte vengono uccise 29 persone.
Nei dintorni di Cala Morette, a Castelmartini, verso le 7 si sentono spari nella direzione di casa Silvestri: un cannone apre il fuoco contro la casa e poco dopo gli spari cessano. Una pattuglia va alla casa e fa uscire gli occupanti, che vengono falciati a colpi di mitra. Quelli che tentano di scappare vengono uccisi ed un bambino di 27 mesi che piange in braccio alla madre caduta a terra morta viene ucciso con il calcio del fucile. Sette donne, due uomini, un ragazzo di 8 anni e due piccoli di 17 e 27 mesi perdono la vita; i feriti si salvano fingendosi morti.
A Massarella autoblindo aprono il fuoco: i morti saranno 7. A casa Simoni gli abitanti saranno sterminati con la stessa dinamica: tra i morti 8 ragazzi tra gli uno e i 16 anni. Altri 3 prigionieri sono uccisi nelle vicinanze. Lo sterminio avviene casa per casa, capanna per capanna. Poi i reparti procedono verso l’interno e trovano circa 300 civili; vengono piazzate mitragliatrici pesanti sull’argine di un canale e si fa fuoco. Andrae parla di almeno 90 vittime all’interno del Padule.
La sera del 24 nella villa si tiene una festa: la musica della banda militare continua a suonare fino alle prime ore del mattino seguente.
(tratto da E. Bettazzi)
Giardino della memoria
In ricordo dell' eccidio del 1944, è stato realizzato a Castelmartini il Giardino della memoria, inaugurato il 23 agosto 1996.
Nell' area di un ex cimitero è stato realizzato uno "spazio d' arte", composto da due lavori, il primo s'intitola "Paysage" di Andrea Dami, si tratta di un' opera in ferro dipinto di forma triangolare, come quella del Padule, costituita da 175 formelle, di cui 36 in bassorilievo, che rappresentano simboli di guerra, di strazio, di dolore, poste in modo piuttosto irregolare e tutte leggermente in obliquo su un fondo di assi perfettamente regolari che danno l' idea di un canneto.
Il secondo lavoro s' intitola "Mio fratello è qui" ed è stato definito una grande "cartolina calpestabile" formata da una serie di temi grafico-culturali, emersi da 82 lavori, giunti da tutto il mondo, e curata da Simone Fagioli; si tratta di nove "pittogrammi sedili - tavole - pedane" a mosaico, reallizzati da sei ragazzi di scuola media, che rappresentano nove simboli universali che si collegano ai temi della solidarietà e della pace, tra gli altri un " NO ! " forte e chiaro alla violenza, al sopruso, alla guerra e ai suoi orrori.
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