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Pieve di San Pietro a Pieve a Nievole
La nascita dell'abitato di Pieve a Nievole è legata alla presenza della Pieve di San Pietro a Neure, documentata fin dall'VIII secolo; tracce dell'antica chiesa sono visibili grazie ad una campagna di scavo che ha messo il luce i resti della chiesa medievale suddivisa in tre navate.
L'attuale chiesa di San Pietro Apostolo e San Marco Evangelista è il risultato di interenti ottocenteschi, nati dall'esigena di ingrandire un edificio che risultava di dimensioni insufficienti a contenere l'aumentata popolazione. L'architetto Pietro Bernardini realizzò la nuova chiesa ed il campanile in stile neomedievale, che nel basamento porta le tracce della struttura preesistente.
La facciata della chiesa, in pietra grezza, è tripartita verticalmente da due paraste.
All'interno troviamo una tela di notevole pregio, raffigurante l'Immacolata Concezione tra i Santi Francesco e Antonio da Padova, attribuita al pittore seicentesco Panfilo Nuvolosi e a suo figlio Carlo Francesco, ed il prezioso organo realizzato nel XIX secolo dai Tronci, famosa famiglia di artigiani pistoiesi.
Chiesa di San Nicolao a Monsummano Alto
La chiesa, che nella sua forma attuale risale ai primi decenni del XIII secolo, ha un impianto sobrio e austero, ad una sola navata con presbiterio sopraelevato, copertura a capriate ed abside semicircolare, nascosta all'esterno da una costruzione più tarda. La muratura è in pietra a vista e la facciata presenta in alto segni di rimaneggiamenti successivi.
Da una gradinata si accede al portale centrale d'ingresso, inquadrato da massicci stipiti e architrave, sul quale si imposta l'arco a sesto acuto della lunetta. In alto, appena sotto gli spioventi del tetto, si apre un piccolo oculo centrale.
All'interno due altari barocchi sono addossati l'uno di fronte all'altro, alle pareti laterali dell'aula, e sono presenti alcune opere d'arte.
Il corpo della chiesa è affiancato a sud dal campanile quadrangolare, di impianto più tardo, impostato su di un arco a tutto sesto, che dà accesso, da una galleria voltata a botte, ad una terrazza naturale affacciata sulla valle, dove si apre la porta laterale della chiesa.
Chiesa dei Santi Michele e Lorenzo a Montevettolini
Sul luogo della chiesa del paese sorgeva fin dal XII secolo una cappella dedicata a San Michele, dipendente dalla pieve di San Giovanni Battista e San Lorenzo a Vaiano. Ampliata nel corso dei secoli con l'aggiunta delle due navate laterali e del loggiato esterno, la chiesa fu elevata a pievania dopo la soppressione della pieve di Vaiano, nel 1449, quando prese anche la dedicazione a San Lorenzo.
L'aspetto attuale della chiesa si deve alla ristrutturazione operata da Vittorio Anastagi a partire dal 1733, quando l'edificio ecclesisastico fu sopraelevato e coperto a volta. All'interno fu allestito il prezioso altare maggiore in marmi policromim opera di Bartolomeo Moisé da Seravezza, mentre le pareti furono arricchite da decorazioni in stucco e dagli affreschi firmati nel 1740 da Felice Balsan, un modesto pittore originario dell'isola di Malta.
La Chiesa conserva numerose opere d'arte
Chiesa di S. Silvestro a Larciano Castello
La chiesa di Larciano è intitolata a S. Silvestro, in relazione al fatto che durante il suo pontificato, nel IV secolo, i larcianesi si convertirono al cristianesimo e, quando papa Silvestro morì e poco dopo fu santificato, il tempio pagano già trasformato in chiesa dedicata a S. Martino, prese il nome di S. Silvestro. L'edificio romanico era ad un'unica navata con abside semicircolare; fu rimaneggiato con l'aggiunta di un transetto a croce latina e, nel 1777, di due cappelle laterali. Di un certo interesse è l'acquasantiera di pietra serena scolpita e il fonte battesimale in marmo bianco di forma esagonale, e tra le altre opere due dipinti che rappresentano Santa Lucia e S. Leonardo, al centro un affresco di Bartolomeo Valiani che raffigura S. Silvestro che battezza l'imperatore Costantino del 1838. Inoltre un'altra opera raffigura S. Antonio da Padova, S. Francesco e S. Michele Arcangelo e racchiude una pala con S. Antonio che regge il Bambino benedicente, sette piccole scene di miracoli del santo, in basso un angelo con S. Francesco a sinistra e S. Michele a destra. Sul retro si trova un iscrizione che indica il fatto che la tavola fu fatta con le "elemosine del popolo di Larciano"; l'opera è un raro esempio di arte didascalica e popolareggiante.
Abbazia dei Santi Baronto e Desiderio, S. Baronto
La chiesa, distrutta durante la seconda guerra mondiale, è stata sapientemente ricostruita utilizzando, per quanto possibile, il materiale originale e rifacendosi all'edificio precedente, dalle semplici forme romaniche. Antica e suggestiva la cripta, sorretta da una selva di colonnine dai capitelli preromanici risalenti probabilmente al IX secolo ed al cui interno si trova il sepolcro in marmo bianco e verde in cui, secondo la tradizione, sarebbero sepolti i SS. Baronto e Desiderio.
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